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BIONIC: ELETTRONICA? SI, MA NON TROPPO. Spronata dal suo vitale spirito camaleontico, Christina Aguilera torna in pompa magna dopo ben quattro anni dal suo ultimo album di studio. Niente stravolgimento ai capelli e al rossetto, per questa volta; semplicemente più aggressiva e “robotica”.
Bionic, il nome del tanto reclamato progetto , è stato persino annoverato dalla rivista Rolling Stones come uno degli album più attesi dell’anno. Le aspettative, sia di pubblico che di critica, erano molto alte: tutti attendevano di vedere Miss Aguilera (ormai Mrs Bratman) nei suoi nuovi panni. Not Myself Tonight, uscito ufficialmente ad Aprile, aveva l’arduo compito di portare nuovamente in auge il nome di Xtina dopo un periodo di assenza piuttosto lungo. Ma per quanto fosse catchy e radio friendly, non è riuscito a fare breccia nei divoratori di musica pop, risultando più una smash hit malriuscita, che segue il filone dance/electro tanto in voga da qualche anno a questa parte che un singolo in grado di trainare un comeback di una star mondiale. Eppure l’album, frutto di anni di lavoro, vanta prestigiose collaborazioni, producers che hanno fatto dell’elettronica il loro pane quotidiano, ed è per questo che non è facile comprendere a pieno le intenzioni dell’Aguilera. Forse l’idea iniziale era quella di non essere troppo alternativa, giocando carte (apparentemente) vincenti? La title-track apre le danze con un (ab)uso di parole sillabate difficili da dimenticare. L’atmosfera si fa cupa, il sound stride e Christina ci propone una diversa manipolazione della voce, più simile a un disco rotto. La struttura dell’album è ben delineata: La prima parte, che si conclude con “Sex for Breakfast”, rappresenta la dimensione più sensuale/giocosa/spensierata dell’album. I temi affrontati nei lyrics spaziano dalla moda (“Glam”, una midtempo che ricorda la celebre Vogue di Madonna) al sesso più (volgarmente) esplicito (“Desnudate” , dal sapore latino, e “Sex for Breakfast”). Non mancano nemmeno le intro-track, che qualche volta sono anche di troppo (“Love & Glamour” poteva anche non esistere). La seconda parte, definita dalla stessa Aguilera “the heart of the record”, sembra un po’ un ritorno al passato, quando le ballads avevano ancora il loro spazio nel panorama musicale. Si comincia con “Lift Me Up” , passando per “All I Need”, “I Am” e, infine, “You Lost Me”, forse la meglio riuscita dell’album. E si arriva, infine, ad un esplosione adolescenziale poco chiara :”I hate boys” , che di elettronico ha davvero poco e dura solamente 2 minuti e 30 secondi, sembra cozzare con tutto il resto. “If you hate the boys shake it”, recita più volte…che sia un omaggio al suo lavoro d’esordio? “My Girls” segue pressochè lo stesso filone della track precedente. Poco rilevante rispetto a tutto il resto. Eppure è frutto della collaborazione con i LeTrigre. Mi sarei aspettato qualcosa di più originale. La versione standard si conclude con “Vanity”, che riassume un po’ la quint’ essenza dell’Aguilera: la superbia. Christina è una consapevole di ciò che fa e delle sue qualità, è da una decade sulla cresta dell’onda, vanta numerose importanti collaborazioni e prestigiosi riconoscimenti. Lo rimarca spesso in molte delle sue creazioni: “I’m a prima donna I can rule the world” (Prima Donna), “Let’s not forget, who owns the throne?” (Vanity)…se ne potrebbero citare a non finire. La strategia commerciale vuole che nella versione Deluxe vi siano le vere perle dell’album: si parte con “Monday Morning”, forse l’unica destinata a diventare un tormentone, “Bobblehead”, in pieno stile M.I.A , “Birds of Prey”, che merita il titolo di “best of the album”, “Stronger than ever” e , a chiusura, una versione alternativa di “I Am” più intima, definita con il termine “stripped”. Insomma: gli spunti interessanti ci sono eccome. Forse quello che manca è il coraggio di esibirli. Con un album del genere tra le mani, “Not Myself Tonight” è decisamente fuorviante. La Xtina aggressiva e sessualmente procace non fa più così tanto scalpore come ai tempi di “Dirrty”, ormai è risaputo. Se prima di tutto conta l’impatto, dunque, questo progetto è partito decisamente con il piede sbagliato. Ma si sa: Christina Aguilera , con un film in uscita a fine anno, saprà stupirci ancora. Una voce del genere, a parere del sottoscritto, è destinata ancora a grandi cose. Titolo e Voto 1. Bionic 8 2. Not Myself Tonight 6,5 3. Woohoo feat. Nicki Minaj 8 4. Elastic Love 9 5. Desnudate 7 6. Love & Glamour (intro) 5 7. Glam 7 8. Prima Donna 6 9. Morning Dessert (intro) 7 10. Sex For Breakfast 7 11. Lift Me Up 8 12. My Heart (Intro) 7 13. All I Need 6,5 14. I Am 7 15. You Lost Me 8 16. I Hate Boys 6 17. My Girls feat. Peaches 6 18. Vanity 7 19. Monday Morning 8 20. Bobblehead 8 21. Birds Of Prey 9 22. Stronger Than Ever 7,5 23. I Am (Stripped) 7 Totale: 7,1
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